Archivio della Società romana di storia patria vol. 147/I (2024) 7 – CUXAC

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Codice DOI: 10.61019/ASRSP_147_I_7


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Mario Cuxac

Les logiques de l’epuration fasciste des journalistes, le cas romain, 1927-1930

La stampa fu una delle armi principali del regime fascista per costruire e mantenere il consenso, e in questo contesto il controllo dei giornalisti, che passò anche attraverso un periodo di purificazione professionale, fu fondamentale. Se da un lato la volontà di punire ed epurare professionalmente alcuni dei giornalisti più coinvolti nella campagna ‘quartarellista’ rappresentava un parametro importante, dall’altro la necessità di poter contare su una professione controllata e coinvolta nella missione di ‘educazione politica’ degli Italiani era altrettanto cruciale. Questa dualità si riflette nelle misure adottate dal regime contro la stampa, tra repressione, controllo e tentativi di seduzione. Questo articolo esplora alcune delle problematiche iniziali, le esitazioni e le opinioni divergenti espresse durante la purificazione fascista dei giornalisti, prendendo come riferimento il caso romano. Le fonti inedite dell’Archivio della Fondazione Murialdi di Roma, in particolare i verbali del direttorio del Sindacato fascista dei giornalisti romani, la cui iscrizione divenne una tappa quasi indispensabile per poter esercitare, permettono di percepire le dinamiche della purificazione, tra logiche professionali, politiche, ma anche locali, come la concorrenza tra giornali o la solidarietà tra giornalisti, come evidenziato da alcuni dei percorsi presentati nell’articolo.

The logics of the Fascist purge of journalists: the case of Rome, 1927-1930

The press was one of the major tools of the Fascist regime for building and maintaining consensus, and in this context the control of journalists, which included a period of professional expurgation, was crucial. While the desire to punish or expel certain journalists most involved in the ‘Quartarella’ campaign was an important factor, equally determinative was the need to rely on a controlled profession to aid in the mission of the ‘political education’ of the Italian citizenry. This duality is reflected in the measures taken by the regime against the press, between repression, control, and attempts at seduction. This article explores some of the initial questions, hesitations, and divergent opinions during the Fascist purge of journalists, focusing on Rome. Unpublished sources from the archive of the Murialdi Foundation in Rome, in particular the minutes of the board of the Roman Fascist journalists’ union, membership in which became almost indispensable for practicing the profession, allow us to perceive the dynamics of the purge and to trace the professional, political, and local logics, e.g., competition between newspapers or solidarity among journalists, as evidenced by the individual paths presented in the article.

Archivio della Società romana di storia patria, 147/I

dicembre 2024, pp. 27

Codice: ISBN 9791281369108.7 Catalogo: