Archivio della Società romana di storia patria vol. 147/I (2024) 8 – DE PASQUALE
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Codice DOI: 10.61019/ASRSP_147_I_8
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Andrea De Pasquale
Gli archivi e le biblioteche del Regno a Roma tra le due Guerre
La Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele II di Roma e l’Archivio del Regno (ora Archivio centrale dello Stato), massime istituzioni culturali italiane rispettivamente dei settori bibliotecario e archivistico, pur entrambi fondati nel 1875, nel periodo tra le due guerre erano ancora alla ricerca della loro identità. La Biblioteca cercava di assumere il ruolo di vera e propria biblioteca d’Italia, attivando servizi di carattere nazionale, tentando di abbandonare i compiti propri delle biblioteche di pubblica lettura; l’Archivio invece cercava di emanciparsi dall’Archivio di Stato di Roma puntando ad assumere autorevolezza nei confronti degli enti ministeriali, spesso restii a trasferire le loro carte. Tutti e due inoltre lamentavano un bisogno estremo di spazi, tanto che in quegli anni vi furono diversi progetti per individuare edifici in cui poter essere trasferiti oppure aree su cui costruirne di nuovi.
The archives and libraries of the Kingdom of Italy in interwar Rome
Although they had been founded in 1875, the Vittorio Emanuele II National Library of Rome and the Archive of the Kingdom (now the Central State Archive) – the most important Italian cultural institutions in the library and archival sectors respectively – entered the period between the two World Wars still in search of identity. While the Library sought to assume the role of a true national library for Italy by launching services that were national in scope and seeking to abandon those tasks typical of local public libraries, the Archive instead sought to emancipate itself from the State Archive of Rome by attempting to exercise authority over ministerial bodies, which were often reluctant to transfer their papers. Both institutions complained of an extreme need for space, so much so that in those years there were numerous projects to identify existing buildings to which they could be transferred or sites on which to build new ones.
Archivio della Società romana di storia patria, 147/I
dicembre 2024, pp. 17